la storia della tinara del belvedere

1777

La prima Testimonianza Documentata

 

La prima attestazione storica oggi conosciuta della Tinara del Belvedere risale al 1777, quando l'edificio viene indicato come Casa del Cappellano di Bartesate. La sua storia, tuttavia, affonda le radici in un borgo di origine medievale, documentato almeno dal XII secolo, testimoniando una continuità di vita che attraversa i secoli.

 

1798

Le origini del nome Tinara

 

Nel più antico documento conservato nell'Archivio Storico della Tinara compare già il riferimento al "Luogo dei Tini Tinara". Questo nome richiama la presenza dei grandi tini destinati alla vinificazione e alla conservazione del vino, legando indissolubilmente l'identità del luogo alla sua storica vocazione enologica.

 

La tradizione del vino

 

Per secoli la Tinara è stata un punto di riferimento per la conservazione e il commercio del vino. Nella sua cantina trovavano posto i grandi tini utilizzati durante la vinificazione, simbolo di un'attività che ha contribuito a plasmare la memoria, il nome e la tradizione di questo luogo.

 

la prima metà del '900

Il tempo della Villeggiatura 

Tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, la Tinara divenne meta di villeggiatura per numerose famiglie milanesi. In un'epoca in cui gli spostamenti erano più lenti, queste colline offrivano un rifugio di quiete, natura e convivialità, trasformando il borgo in un luogo di incontro e di riposo.

 

Le Famiglie della tinara

Generazione dopo generazione, la Tinara è stata abitata e custodita da famiglie che ne hanno preservato l'identità e il valore. Le loro storie, intrecciate con quelle del borgo, hanno contribuito a mantenere viva una tradizione fatta di lavoro, ospitalità e appartenenza al territorio.

Al giorno d'oggi...

Oggi la Tinara del Belvedere continua il suo percorso come luogo di accoglienza e di incontro, nel rispetto della propria storia. Ogni intervento di recupero e valorizzazione nasce dalla volontà di custodire un patrimonio che appartiene al territorio, affinché possa continuare a raccontare il proprio passato anche alle generazioni future.

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